domenica, 27 settembre 2009

Che la 95 all’ ora di punta non sia esattamente il posto più romantico del mondo non è difficile immaginarlo.
Ma lo sapete non mi piacciono le storie banali,  e  se questa fosse solo una  storia da raccontare  sarebbe giusto iniziasse così alla fermata della 95, in piazzale Corvetto ,  una sera delle tante .
Dovevo andare in un posto, non importa dove, ma avevo tempoin abbondanza per allungare la strada.
Vengo con te.
Va bene, ma sei sicura ? Guarda che così ci metti di più !
Non importa ho tempo da perdere.
Banale inizio di conversazione.
Quello che non si dice è che almeno in linea teorica sarei dovuta andare  da tutt’ altra parte, … quello che non si dice è che volevo solo una scusa per fare la strada insieme, … quello che non si dice è che volevo un pretesto per rimanere soli. Io e te.
Guarda che c’è un po’ da camminare …
Anche i miei amici son sempre ritardatari.
Ma dai ? Abbiamo la stessa tariffa telefonica.
 
Banale seguito di conversazione.
Sembra quella canzone di silvestri … le cose che abbiamo in comune  son 4850

le conto da sempre, da quando mi hai detto
"ma dai, pure tu sei degli anni '60?"
abbiamo due braccia, due mani ,due gambe, due piedi
due orecchie ed un solo cervello …
La 95 arriva quasi subito. ( guarda caso)
Per strada non c’ è nemmeno traffico.  ( paradossale)
O forse sono io che non lo noto perché tra una banale conversazione e l’ altra, mi sono completamente persa , non so neanche dove siamo, da quanto tempo siamo in viaggio, se la città che ci circonda è ancora Milano,… se quello che ho tirato fuori per quelli che credo siano controllori   è l’ abbonamento dei mezzi e non qualsiasi altro tesserino.    Figurarsi se  sono a conoscenza della situazione del traffico milanese .
Non  me ne ero quasi accorto sono arrivato.
Ok ciao.                                 
Grazie
Saluti e baci. E  un sorriso che non vuole andar via …  Anche dopo quando lui è sceso dal pullman, quando Milano torna a essere Milano, quando la 95 si ferma per più di un quarto d’ ora proprio a poche fermate del capolinea, quando scopro che dove dovevo andare … non ci devo andare più.
Riprende la non banale vita di tutti i giorni con un po’ di inquietudine in meno , con un caffè ogni 8 mesi con la Sele al bar della stazione.  Con la metro e i treni in cadorna. Con le corse e le chiacchiere con le mie due compagne preferite.
 Ma Senza 95. Almeno  fino alla prossima.

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venerdì, 11 settembre 2009

Ieri ho pianto.
La cosa sarebbe anche stata abbastanza normale, se avessi fatto un pianto per sfogarmi, per il nervosismo o per un capriccio di malinconia. E non ho pianto neanche  sulla pagina appena finita di un libro, o durante la scena clou di uno stupido film a lieto fine, americano.
Niente di tutto questo, ieri ho pianto dal ridere, e  forse non mi capitava da un po’.
La cosa era abbastanza stupida, ieri al corso, stavamo facendo un  esercizio per operatori sociali sul tema “limiti e potenzialità”. A gruppi dovevamo affrontare un limite e costruire una coreografia che durasse circa un minuto. Il nostro limite era che non potevamo mai staccare le mani e un piede o ginocchio dal pavimento e, come se non bastasse, che dovevamo mantenere sempre almeno un punto in contatto con gli altri compagni.
Ovviamente dopo un po’ che sperimentiamo strusciandoci sul pavimento capiamo che le possibilità di movimento sono quasi nulle in quelle condizioni, soprattutto dopo che il prof ci dice di cercare di essere anche eleganti.
E così cercando una soluzione iniziamo a strisciare per terra e ridere nella ricerca di qualche posizione impossibile, anche per la semplice legge di gravità.
Non so come tra una risata e l’ altra, riusciamo a comporre una piccola coreografia , di sicuro molto stanziale e poco elegante, ma che dura circa un minuto e rispetta tutti i limiti.
Mentre cerchiamo di arricchirla muovendo testa e collo, che non erano stati presi in considerazione , raggiungiamo l’ apoteosi delle risate quando la nostra compagna, una dolcissima e candida signora di circa sessant’ anni , dice nel modo più ingenuo possibile … “ non capisco perché non abbiamo utilizzato anche la lingua, quella siamo liberi di muoverla …”
Così i restanti minuti gli abbiamo passati piegati in due in un attacco di ridarola mentre provavamo a muovere insieme tutte le parti del corpo che non avevamo ancora mosso.
Insomma questa è la mia quotidianità ? Più o meno.
A parte gli scherzi è da tre giorni che è ricominciato il corso e sono già piena di spunti per riflettere, e sebbene le paure e le perplessità siano  ancora tante, questa rimane una delle migliori scelte che abbia fatto nella mia vita. E stasera c’è un compleanno da festeggiare …
“ Non dite mai che i vostri sogni sono stupidaggini …” G.G
 

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domenica, 16 agosto 2009

Forse quest’ anno  non ci sono stati ne ci saranno paesaggi paradisiaci, spiagge semideserte, tramonti spettacolari ...

Non ci sarà l’ avventura di un posto esotico, la vacanza sognata  con un  bel gruppo di amici, magari in macchina alla scoperta di nuove mete … 

Però va benissimo così … anzi molto meglio di quello che mi ero aspettata.

Fino ai primi  di agosto infatti passavo le mie giornate  a crogiolarmi nell’ ozio e nel caldo, a passare giornate noiose, da sola o con l’ amica di sempre a cercare di dare un senso e a aspettare settembre, dato che non vedevo grosse vie d’ uscita.

Poi …

Mi è arrivato a sorpresa lo stipendio,

ho sentito la vale che si stava annoiando al lago

ho prenotato l’ hotel

abbiamo sentito l’ yle che tornata dalle vacanze ha già voglie di ripartire …

e così si parte.

Rimini .  Che conosco fin troppo bene. Che amo quando è “deserta dell' estate, in ogni simbolo imbecille e vacanziera “ ma che per usare un eufemismo non ho mai amato molto in agosto.

Però …

Va bene così , perché sto partendo con due ragazze molto simpatiche che conosco solo  da maggio, e che se non avessi fatto certe scelte non avrei mai conosciuto.

Perché comunque sto partendo, sto preparando la valigia e andando verso qualcosa di nuovo.

Rimini. Va bene così e son sicura che mi divertirò.

Poi di ritorno due giorni di stage, e via verso Lisbona con mia mamma.

Lisbona un altro sogno che si realizza …


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sabato, 25 luglio 2009

Che stupidi che siamo,
quanti inviti respinti, quanti...
quante frasi non dette,
quanti sguardi non ricambiati...
tante volte la vita ci passa accanto
e noi non ce ne accorgiamo nemmeno.
 
Le fate ignoranti
 “Scusa sai sei molto bello! Cioè non credo che io e te in linea teorica avremo molto da spartire ma, non escludo nulla, è vero non sembri come lui che ha sempre qualche meravigliosa storia da raccontarmi, che ha qualcosa in più di un viso carino e un fisico niente male,  beh almeno all’ apparenza, tu non hai molto altro da dirmi, ma a volte si sa che le apparenze ingannano e la tua apparenza devo dire che mi piace molto.”
Ovviamente questa è una delle tante frasi non dette delle vita. In realtà neanche un atto di grande vigliaccheria, semplicemente da una parte non credo di aver acquistato ancora il coraggio di dire cose così irragionevoli …  e dall’ altra mancavano proprio le circostanze.
In fila per salutare i nostri capi e auguragli “buone vacanze, ci si rivede” ( non credo proprio) a settembre … mentre  da una parte stavo chiedendo la mail alla mia amica psicologa ( ne avrò bisogno) e dall’ altra cercavo di capire quando avrei potuto ritirare lo stipendio … ( cosa ancora più importante)  non mi sembrava il caso di perdermi in stupide discorsi filosofici.
Quindi …
A dire il vero questo non è uno dei grandi rimorsi della mia vita. E questo non è neanche il tempo di pensare ai rimorsi … malgrado l’ estate sono ancora felice.
Anche se …
Domani a pioltello,
ieri anche, abbiamo fatto  la più bella  lotta con pistole ad acqua come  non facevo da anni o forse non avevo mai fatto,  abbiamo anche montato la piscinetta e insomma, domani staremo a vedere.
Ieri, seduti all’ ombra dell’ ultimo sole, anzi no, all’ ombra del sole delle due del pomeriggio, a dire cavolate, molla la molla, accetta l’ accetta, porta la porta
Con quella svogliatezza e la possibilità del dolce far niente … pensavo così vorrei che fosse la mia estate
Niente rimpianti, niente rimorsi …

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domenica, 05 luglio 2009

Far finta di essere un alga marina, insieme a Lui.

Inventare storie.  Progettare la casa dei nostri sogni. Col tappeto più grande delle camere da letto.

Ascoltare la musica tra una spiegazione e l’ altra ( Ben Harper, Bollani o le filastrocche francesi)

Diventare un membro di spicco  della comunità musulmana, una suora missionaria, un azionista estero di una grande multinazionale di biscotti.  

Progettare, progettare, progettare … un pomeriggio di animazione con i bimbi , e ripassare il ciclo dell’ acqua, che chi se lo ricorda?  e viverlo e diventare un esperta nell’ ambito ambientale.

Passare un pomeriggio a fare una caccia al tesoro estenuante , altri a  fare ginnastica e rilassamento, e tanto Teatro 

Creare una struttura insieme  che sia bella e originale , in costante contatto , armonia, equilibrio e movimento

 Disegnare la propria  strada. Conoscere se stessi .

Ed è così che mi sento : insieme in contatto, armonia, equilibrio, movimento .

Grazie a persone particolari, che mi fanno divertire  grazie a Lui ,  che non è mai banale , grazie a quelli che facendo il lavoro più bello del mondo riescono a passarci la passione e ad insegnarci l’ entusiasmo. Il contatto , l’ equilibrio ma anche il costante movimento …

Mi sento così  come quando si esprime un desiderio e questo si avvera.

 Ancora meglio quando hai un sogno e vedi che ti stai muovendo nella sua stessa direzione.

Poi c’ è la vita sociale, tra aperitivi con cocktail sempre troppo forti , ritorni in bici sotto la pioggia e compleanni un po’ troppo caldi.

E un tipo abbastanza bello che rende quasi sopportabili  anche le 3 ore al lavoro.

E soprattutto la patente.

Insomma sono Felice.


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sabato, 06 giugno 2009

venerdì 5 giugno

Continuo a confondere quelli della Lega con degli ecologisti. E’ già la seconda volta.

La prima ho visto dei volantini colorati di verde, pensavo a qualche iniziativa in qualche parco ( deformazione professionale) così sono addirittura  tornata indietro a farmelo dare, e quando  ho scoperto con rammarico che era iniziata la campagna elettorale era ormai troppo tardi per tornare indietro e dire in che posto avrebbero potuto infilarsi quei volantini ...

e ho dovuto  così arrangiarmi da sola al primo cestino.

Oggi  però ci sono ricascata, il fatto è che venivano distribuiti sacchetti di plastica,  ho pensato “bello  io ho sempre bisogno di sacchetti di plastica” faccio per aprirlo e infilarci tutto quello che in borsa  non ci stava più quando mi accorgo che la scritta “ vota lega nord” e " noi non compriamo dai clandestini" è più larga di tutto il sacchetto.

Non ho avuto il coraggio di adoperarlo però l’ ho tenuto  e dopo quando,  appena scesa dal treno, ovviamente ha ricominciato a piovere , il mio ombrellino rotto era ovviamente nella borsa che  avevo lasciato a casa  si è scatenato in me un piccolo dilemma ideologico ovvero  era lecito utilizzare il mio tanto disprezzato sacchettino al fine di non bagnarmi, o dovevo rimanere coerente con me stessa e prendermi 2 gocce?

Dato che questa è la settimana delle scoperte sulla via del ritorno mi sono resa conto che domenica non voteremo solo per le europee e le amministrative, ma anche per la provincia …

Ora, non è che non lo sapessi, diciamo che lo avevo dimenticato.

L’ altra sera abbiamo fatto una riunione di famiglia per capire chi si sarebbe presentato alle europee dopo un ora di ricerche su internet ( ma i verdi si presentano con Vendola? E Diliberto con rifondazione? E questo chi sono ? ma c’ è lo sbarramento al 4 %?  )e dopo  la telefonata allo zio sindacalista, era venuto a tutti un gran mal di testa così avevamo chiuso la questione.

Il fatto è che da quando abbiamo consapevolmente smesso di guardare ogni sorta di telegiornale ( perché come ragionevolmente ha detto la Nannini a Fede il suo  Tg fa ridere,anche gli altri in quanto a spunti comici non sono così da meno, e   viene un po’ da piangere …)   bisognerebbe  cercare di informarsi in altri modi … ma il tempo e la voglia a volte mancano … così  si cade in un puro e sano qualunquismo

e dimenticandosi di essere in campagna elettorale si accettano volantini di chiunque … ah la democrazia

La democrazia      Giorgio Gaber

Dopo anni di riflessione sulle molteplici possibilità che ha uno Stato di organizzarsi sono arrivato alla conclusione che la democrazia è il sistema più democratico che ci sia.
Dunque, c'è la democrazia, la dittatura … e basta. Solo due. Credevo di più.
La dittatura in Italia c'è stata e chi l'ha vista sa cos'è, gli altri si devono accontentare di aver visto solo la democrazia.
Io, da quando mi ricordo, sono sempre stato democratico, non per scelta, per nascita. Come uno che quando nasce è cattolico, apostolico, romano. Cattolico pazienza, apostolico non so cosa vuol dire, ma romano io?!...
D'altronde, diciamolo, come si fa oggi a non essere democratici? Sul vocabolario c'è scritto che "democrazia" significa "potere al popolo". Sì, ma in che senso potere al popolo? Come si fa? Questo sul vocabolario non c é scritto.
Però si sa che dal 1945, dopo il famoso ventennio, il popolo italiano ha acquistato finalmente il diritto al voto. È nata così la "Democrazia rappresentativa" che dopo alcune geniali modifiche fa sì che tu deleghi un partito che sceglie una coalizione che sceglie un candidato che tu non sai chi è, e che tu deleghi a rappresentarti per cinque anni, e che se lo incontri ti dice giustamente: "Lei non sa chi sono io!". Questo è il potere del popolo.
Ma non è solo questo. Ci sono delle forme ancora più partecipative. Il referendum, per esempio, è una pratica di "Democrazia diretta"... non tanto pratica, attraverso la quale tutti possono esprimere il loro parere su tutto. Solo che se mia nonna deve decidere sulla Variante di Valico Barberino-Roncobilaccio, ha effettivamente qualche difficoltà. Anche perché è di Venezia. Per fortuna deve dire solo "Sì" se vuol dire no, e "No" se vuol dire sì. In ogni caso ha il 50% di probabilità di azzeccarla. Ma il referendum ha più che altro un valore folkloristico perché dopo aver discusso a lungo sul significato politico dei risultati… tutto resta come prima e chi se ne frega.
Un'altra caratteristica fondamentale della democrazia è che si basa sul gioco delle maggioranze e delle minoranze. Se dalle urne viene fuori il 51 vinci, se viene fuori il 49 perdi.
Dipende tutto dai numeri. Come il gioco del Lotto.
Con la differenza che al gioco del Lotto, il popolo qualche volta vince, in democrazia... mai!
E se viene fuori il 50 e 50? Ecco, questa è una particolarità della nostra democrazia. Non c'è mai la governabilità.
È cominciato tutto nel 1948. Se si fanno bene i conti tra la Destra – DC, liberali, monarchici, missini… – e la Sinistra – comunisti, socialisti, socialdemocratici, ecc. – viene fuori un bel pareggio. Da allora è sempre stato così, per anni!
Eh no, adesso no, adesso è tutto diverso. Per forza: sono spariti alcuni partiti, c'è stato un mezzo terremoto, le formazioni politiche hanno cambiato nomi e leader. Adesso… adesso non c'è più il 50% a destra e il 50% a sinistra. C'è il 50% al centro-destra e il 50% al centro-sinistra. Oppure un 50 virgola talmente poco… che basta che uno abbia la diarrea che salta il governo.
Non c'è niente da fare. Sembra proprio che il popolo italiano non voglia essere governato. E ha ragione. Ha paura che se vincono troppo quelli di là, viene fuori una dittaturadi Sinistra. Se vincono troppo quegli altri, viene fuori una dittatura di Destra. La dittatura di Centro invece... quella gli va bene.
Auguri!!!


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domenica, 31 maggio 2009

Impossibile conciliare l' amore con l' inquietudine. Jaques mi richiamava alla realtà.

Le serate noi due soli sotto la lampada, i lilla, le rose, non erano per noi.

Noi eravamo troppo lucidi e troppo esigenti per riposarci nella falsa sicurezza dell' Amore.

Simone De Beauvoir


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giovedì, 30 aprile 2009

Da settimana prossima si balla sui tavoli. In discoteca ?  No sul posto di lavoro.

La mia principale scherza, del resto è la stessa che oggi ci ha detto che potevamo decidere noi se oggi andare al lavoro o no . Se non avevamo nulla da fare ci consigliava di passare … altrimenti di trovarci un occupazione migliore per la serata. Io ovviamente ho allungato il ponte.

In fondo questa settimana è stata all’ insegna delle stranezze. Finita la mia primavera in anticipo mi appresto a vivere ancora questo momento di transizione, ma questa volta ho almeno una data.

Si ricomincia e stavolta ho ancora tutte le carte in mano da giocare

Altro giro , altra corsa …  venghino  signori venghino  …!

Stranezze dicevo.

Ho dato il mio numero di cellulare ad una collega, ci siamo conosciute un sabato mattina, e tra una telefonata e l’ altra abbiamo scoperto di avere la stessa età. Da quel momento ci siamo trovate abbastanza simpatiche e abbiamo iniziato a sederci spesso vicino, fare le pause insieme.

Non potevo immaginare fosse una psicopatica ossessiva.

Mi manda 20 messaggi al giorno. Per lo più per dire le stesse cose. Se non rispondo me ne manda altri venti dicendo … sei arrabbiata? Perché non rispondi? … hai finito il credito?

Credo che i miei sospettino che mi sia fidanzata poiché  era da tanto che il mio cellulare non suonava così assiduamente. Niente di più sbagliato.

Per rimanere in tema ho mandato un messaggio in facebook  a un po’ di miei amici soprattutto lontani per chiedere chi voleva darmi il suo numero di cellulare,  per un indagine statistica che avremmo dovuto fare per lavoro.

Un tizio che non vedevo da mesi , e con cui non ho avuto  un rapporto se non formale di supposta simpatia reciproca inizia ad pseudo- insultarmi, pubblicamente . (???)

Gli esprimo la mia perplessità.

Mi dice che scherzava e non mi faceva così permalosa. (??????)  

Continua a pseudo- insultarmi … (??????????)

Conclusioni  della settimana:

Non dare numeri di cellulare a gente che non conosci ancora bene, anche se sono colleghe della tua stessa età.

Non chiedere numeri di cellulare di gente che hai conosciuto, e soprattutto non farlo tramite discussione in facebook,.

Non mangiare troppe patatine in pacchetto a pranzo che dopo danno acidità di stomaco. (  questo non centra ma ogni volta ci ricasco … son troppo golosa)

Insomma è proprio vero “ Da tempo e mare non si impara niente”

Io dal tempo imparo poco , domani parto per il mare e si vedrà …  

 


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martedì, 21 aprile 2009

Inizialmente  non ci avevo fatto caso.

Mi guardo allo specchio del bagno del mio, ancora per poco, luogo di  lavoro … e mi chiedo ma perché proprio oggi  ho deciso di venire al lavoro in pigiama???  

Mi maledico perché i miei vecchi pantaloni blu, e quella maglietta rosso, rosa ( che tanto assomiglia ad un pigiama) mi sembravano più che adeguati per quel noioso pomeriggio di lavoro  ( voglia pari a zero) da passare al telefono con persone che mai incontrerò.

Adeguati anche per scambiare qualche battuta, quasi sicuramente con accenni storici - politici con il mio collega, ( vestito sicuramente peggio di me), qualche pettegolezzo con la mia compare Livia ( ma secondo te Giorgio è gay? ) o per parlare con il ragazzo laureato in scienze politiche ( che sembra uscito direttamente dagli anni 70)!

Questo avevo pensato nell’ uscire di casa.

Inizio a cambiare idea però  nel momento che incrocio gli occhi azzurrissimi del ragazzo seduto vicino a me, e mentre tra una telefonata e l’ altra chiacchiero con la ragazza che ride sempre, non posso fare a meno di chiedermi  se non sto per cadere come al solito nell’ abisso degli “errori di valutazione”

dove un errore tira l’altro …  eppure non posso far a meno di sorridergli e dargli ragione su una cosa  peraltro scontata.

Ovviamente poi sparisce nel nulla.

Vane saranno poi  le mie speranze di fare almeno il tragitto fino alla metro insieme.

Mi ritrovo invece a farlo come al solito con il mio ex compagno delle medie, ( da precisare uno tra i più sfigati della scuola, ovviamente senza offesa dato che quel primato ci riguardava un po’ tutt in quegli anni lì ) Insomma una però di quelle persone che non smaniavo dalla voglia  di rincontrare, dopo anni e anni, in cui quel tempo era caduto nell’ oblio. Dove non arriva facebook … arriva il destino.   

Forse dovrò arrendermi all’ evidenza. Fare ore di chiacchierate di circostanza, sulla metro gialla( dove fra l’ altro devi urlare),   con gli amici Sfigatelli e continuare a sognare sconosciuti dagli occhi azzurrissimi, tra una telefonata e l’ altra.

Nonostante tutto però sono quasi felice.

                                                                          


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domenica, 29 marzo 2009

Povera amica che narravi dieci anni in poche frasi ed io i miei in un solo saluto...

 

 

Rinunce. Con o senza i . Non importa.

Scelte sbagliate?  Quasi sicuramente. Scelte. Con o senza i.

 Sogni ? Speranze?

Realismo? Il tema della settimana. Al punto che …

non ho nessuna voglia di parlarne!

Tutto il resto bene. Ma cos’ è il resto?

Frammenti di vita quotidiana .

Ovvero perle di saggezza.

 

 

Cosa ti ha detto?

Probabilmente si.

Ma  tu lo sai che quando Dany dice “ probabilmente si” vuol dire sicuramente no??!

( la saggezza dei più anziani)

 

Quest’ intervista non ha nessuno scopo.  ( lapsus freudiano 1)  

 

Ma sei fidanzata?  No però c’è uno che mi piace, un amico di mio fratello, più grande di me … secondo te sono troppi gli anni di differenza ..?

Non lo so dipende dalla persona. Ma lui ricambia? 

 Questo non lo so una volta però mi  ha detto che ero bella   ( carina lei … )

 

Ma questa è una telefonata seria?

Beh  si … dipende da cosa si intende per seria …

Noooo scusa … è che pensavo fossi mia figlia!  ( vabbé! )


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